Adorazione perpetua

GESU'  ASPETTA  ANCHE  TE!!


Se ancora non l'hai fatto, cogli l'occasione di grazia che Gesù ti offre per scoprire la potenza dell'ADORAZIONE EUCARISTICA come " Incontro d'amore con Gesù e dai la tua adesione ad UN'ORA DI ADORAZIONE a cadenza mensile -  quindicinale o settimanale

L’Adorazione Eucaristica è l’atto più alto di una creatura umana nei confronti del suo Creatore, mettersi ai suoi piedi in atteggiamento di filiale ascolto e di lode, reverenza e accoglienza di tutto quanto proviene da Lui, nella consapevolezza che solo Lui basta e solo Lui conta. Chi adora pone al centro della sua attenzione e del suo cuore il Dio altissimo e creatore e Salvatore di tutto l’universo. L’adorazione Eucaristica è un tempo trascorso in preghiera davanti al Sacramento dell’Eucaristia esposto solennemente. Si può pregare in vari modi, ma il modo migliore è una preghiera di silenziosa meditazione, sul mistero dell’Amore con cui Gesù ci ha amato, tanto da dare la sua vita ed il suo Sangue per noi. Adorare è lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare gli altri… Adorare è entrare nell’esperienza del Paradiso, per essere più concreti nella storia. "Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici". (Lc 6:12-13).

Chi vuole trovare un tempo da dare a Dio per stare con lui per il proprio bene e per il bene di tutta l’umanità che, in chi adora è rappresentata. "Il Padre cerca adoratori che lo adorino in spirito e verità".( Gv 4:24).

S i adora sforzandosi di fare silenzio dentro ed intorno a sé, per permettere a Dio di comunicare col nostro cuore ed al nostro cuore di comunicare con Dio. Si fissa lo sguardo verso l’Eucaristia, che è il segno vivo dell’amore che Gesù ha per noi, si medita sul mistero della sofferenza, della morte e della risurrezione di Gesù, che nell’Eucaristia ci dona la sua presenza reale e sostanziale. "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". (Mt 28:20).

In pratica colui che è vero adoratore dell’Eucarestia, non può non vivere in se stesso il dramma del mondo, che è il dramma di Cristo: il dramma, cioè, della solitudine e dell’abbandono.

E’ il dramma, che Gesù ha vissuto nell’orto del Getzemani, quando si è sentito abbandonato da Dio e ha avuto la sensazione di essere staccato da Lui ( Mt 27,46).

Adorare non significa sentire il piacere di stare davanti all’eucarestia, recitando delle preghiere, ma è condividere questa "sofferenza del mondo" come la chiamava Von Balthasar.

Nell’adorazione noi siamo come le braccia alzate di Mosè, come la preghiera attorno alle mura di Gerico, che favorisce la caduta del Maligno e la sua sconfitta. L’adorazione non bisogna mai staccarla da questa lotta profonda, che il mondo sta vivendo oggi e che è stata la lotta di Cristo, la sua immensa sofferenza. Cosa significa in concreto? Adorare non significa staccarsi dalla realtà, non vuol dire estraniarsi dal mondo per immergersi nel proprio io (come avviene nella meditazione trascendentale o nei riti orientali), non è una ricerca dell’armonia all’interno di se stessi, perché in questo caso sarebbe, inutile a noi e inutile agli altri. Adorare significa, piuttosto, farsi carico di tutta la sofferenza del mondo (Cf Giovanni Paolo II, lettera apostolica sul senso cristiano della sofferenza umana Salvifici Doloris, 11/02/1984)

Quando tu adori, condividi con Cristo la Sua Passione, perché l’eucarestia, è veramente vivere la passione. In che misura io dico "si" alla passione di Cristo, in modo tale che Lui la possa condividere con me? C’è, infatti una sottile tentazione, quella cioè di pregare molto, ma di essere poco disposti a soffrire con Cristo, a condividere il suo patire.

Vivere dell’Eucarestia è, invece, rinascere continuamente. Giovanni Paolo II infatti passava lunghe ore, vorrei dire notti intere in Adorazione, che cos’è la preghiera? Benedetto XVI, con la sua grande capacità di dire in termini semplici dei concetti straordinari, ha affermato: "la preghiera che cos’è, se non il tuo cuore che si pone a contatto con il Cuore di Dio?" Questo avviene nell’Eucarestia nel modo più profondo e più assoluto, unico e irripetibile, dove l’iniziativa non è nostra. Se uno scopre l’eucarestia e si nutre e l’adora,

vive in pienezza il si a Dio per sempre.

Perché solo Dio è degno di ricevere tutta la nostra lode e la nostra adorazione per sempre.

Per dire grazie a Dio per tutto ciò che ci ha donato da prima che esistessimo.

Per entrare nel segreto dell’amore di Dio, che ci si svela quando siamo davanti a lui.

Per intercedere per tutta l’umanità.

Per trovare riposo e lasciarci ristorare da Dio.

Per chiedere perdono per i nostri peccati e per quelli del mondo intero.

Per pregare per la pace e la giustizia nel mondo e l’unità tra tutti i Cristiani.

Per chiedere il dono dello Spirito Santo per annunciare il Vangelo in tutte le nazioni.

Per pregare per i nostri nemici e per avere la forza di perdonarli.

Per guarire da ogni nostra malattia, fisica e spirituale e avere la forza per resistere al male.

La vita dell’adoratore deve essere come la memoria di Dio nel mondo, proprio perché vive dell’eucarestia e darebbe la vita per essa diventa un ostensorio vivente, memoria della presenza di Dio nel mondo. L’adoratore vive presente nella Presenza proprio perché l’adorazione eucaristica lo educa a scoprire la presenza del Signore nel quotidiano. L’adoratore compie in sé la volontà di Dio che è volontà d’amore, vive nel desiderio di piacere a Dio amando come Lui ci ama, con la misura del Sacramento dell’Eucarestia.

L’adoratore vive rapporti di comunione . testimonia così il suo amore a Cristo, nella Chiesa, nei rapporti di amicizia concreti, semplici. Nello Spirito di servizio sapendo che ogni uomo incontrato può e deve appartenere a Cristo. L’adoratore si impegna per l’unità e per la pace secondo le proprie possibilità proprio perché la contemplazione non lo estranea dalla storia ma lo spinge alla missione. Chi adora e contempla la Santa Eucarestia del Signore Gesù non si allontana mai dal mondo e dal quotidiano, anzi vi ritorna caricato di nuova cultura, nuovo ardore, nuovi sentimenti. (cf, Giovanni Paolo II, lettera enciclica Ecclesia de Eucarestia, 17/04/2003, n 10)